Dichiarazione Artistica – Raffaele Ciotola
L’arte, per me, è molto più di una ricerca estetica: è un’esplosione vitale, un atto di consapevolezza e un mezzo di connessione con chi spesso non trova voce. Attraverso linguaggi come la Finger Art, la Rock Art e il progetto Stop Homoph Art, ho dato forma a esperienze, emozioni e battaglie personali. Le mie opere parlano di dignità, identità e riscatto.
Con colori netti, simboli diretti e forme evocative, utilizzo l’arte come strumento sociale: per innescare riflessioni, scuotere coscienze e generare dialogo. Mi sento spiritualmente vicino ad artisti come Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, che hanno saputo usare l’arte per raccontare la realtà e cambiarla. Il mio messaggio è chiaro: ogni gesto creativo può diventare voce, memoria e azione.
Un Artista della Contemporaneità
Napoletano, nato il 17 ottobre 1964, sono cresciuto tra arte, musica e impegno. Dopo il diploma al liceo artistico, ho approfondito lo studio del canto lirico al Conservatorio San Pietro a Majella, unendo alla mia ricerca visiva una forte componente musicale.
Non autodidatta, ma formatosi con metodo e passione, il mio lavoro fonde il sapere tecnico con l’urgenza espressiva. I miei riferimenti spaziano dal patrimonio pittorico classico fino ai movimenti contemporanei più audaci, in un continuo scambio tra memoria e avanguardia.
Nel 2003 ho ideato Stop Homoph Art, un movimento nato per contrastare ogni forma di discriminazione. Nel 2018 è nata la Rock Art Ciotola, un progetto pop che reinventa figure celebri con uno stile energico e provocatorio.
Con la Finger Art Ciotola, ho creato un linguaggio unico: dipingo dita umane trasformandole in icone visive, unendo corpo e simbolo. Ogni dito diventa volto, espressione e firma: una piccola superficie per un grande messaggio.
Il mio percorso è segnato da una costante spinta verso la libertà creativa. Le mie opere sono state esposte e riconosciute sia in Italia che all’estero, guadagnandosi spazio nel dibattito artistico attuale. La mia arte vuole essere accessibile, potente e profondamente umana.
''NON TOCCATE GLI INNOCENTI''
Opera pittorica dedicata a tutte le vittime che hanno subito abusi.
Rivolgendo la mente ad un tema inquietante dell'attualitá, l'autore, con questa opera, entra nella cronaca che vede coinvolti alcuni esponenti del clero.
La scena segue una disposizione gerarchica e si accosta a quella tipica di una Pala d'Altare, con una Madonna e il suo Bambino al centro. Al di sopra una cupola che si apre in un cielo turchino e tutt'intorno un'abside con arcate bellissime di luce vivida, come di vetri policromi, che affacciano al metafisico; in questo empireo, spazio dal fondo oro, due angeli premurosi e attenti ai lati di Maria, e al di sotto, intorno alla cattedra, un coro di bambini, come angeli, meravigliosi serafini e cherubini.
Volgendo lo sguardo misericordioso, la Vergine seduta, china il capo e tocca, in atto di Grazia, con il piede il Pontefice, che avvilito per la spietata Verità, si umilia appesantito da colpe altrui.
Il Bambino si agita e con gesto bizzarro della mano lo ammonisce: con quel piccolo dito riesce a denudare l'umanità, a togliere al mondo ogni ombra, illusione, esponendolo alla cruda lama della luce, alla ferita immedicata.
Nello spazio inferiore e più vicino prospetticamente, vi sono le sagome di vescovi e di cardinali raffigurati di spalle. Sono anch'essi inquieti senza i loro paramenti solenni, il piviale, la mitra, il pastorale d'argento, fermi e reticenti, davanti all'altare sfavillante di lampade e impreziosito da una miriade di fonti sgorganti acqua.
Ma di fronte alla figura maestosa della Madonna, a Gesù Bambino, ai prelati rimpiccioliti e sviliti, nascosti al nostro sguardo, allo scempio di infanti innocenti e incombenti, il Papa si piega, teso e flessuoso come un arcobaleno, ad unire lo squarcio livido sulla terra e il nimbo aureo del cielo.
Prof.ssa Michela Marconi

